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Marted́ 25 Settembre 2018

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VERONETTA cuore antico di Verona

Napoleone la battezzò “Veronetta”, in polemica con gli austriaci.
Eppure, proprio questa “Verona di poca importanza” cela tesori e segreti… che vi invitiamo a scoprire.
Da un ponte “vecchio” ad uno “nuovo”, sull’onda della storia cittadina, lasciatevi condurre in un percorso dall’andamento semicircolare, che ricorda la forma dell’antico Teatro Romano, trono della città.

Partiamo da Ponte Pietra, il “Pons Lapideus”, una delle prime testimonianze della presenza romana a Verona. Da qui ammiriamo il Monte Gallo o Colle di San Pietro, abitato fin dalla preistoria ed interamente adibito a zona teatrale dai romani in età augustea. Le rovine del sontuoso teatro  vengono ancora oggi utilizzate per eventi spettacolari. Salendo lo “Scalone” di San Pietro, vediamo delinearsi il profilo della città;stretta dall’abbraccio sinuoso dell’Adige, da verdi colli, vestita di rosso, rosa, ocra e verde. Al termine della gradinata, dal piazzale antistante l’ottocentesca caserma austriaca soprannominata “Castello di Re Teodorico”, cogliamo, con un solo colpo d’occhio, la bimillenaria scacchiera: te è il Teatro, regina l’Arena, alfieri i campanili delle chiese, cavalli i ponti, pedoni le antiche case.
Spostiamo di poco lo sguardo e, sulla sponda sinistra del fiume, notiamo altri luoghi densi di memoria e di bellezza: le vie, (un tempo corsi d’acqua), l’Isolo (teatro del fervore artigianale cittadino fino all’ottocento), i colli (adornati da mura e torri dell’età di mezzo) un corteo di santi e sante che sfilano in vesti medievali e rinascimentali nelle chiese di S.Siro e Libera, S.Giovanni in Valle, S.Maria in Organo, SS. Nazaro e Celso, S.Paolo in Campo Marzo, S.Tomaso Cantuariense.
Tutto questo è Veronetta.
Scendiamo ora per ammirare da vicino tali gioielli di storia.
Percorrendo la “lasagna” austriaca incontriamo Villa Francescatti nota tra l’altro per il bellissimo e storico parco che l’arricchisce.
La vicina chiesa di S.Giovanni in Valle costituisce uno splendido esempio di architettura romanica veronese, celebre per due sarcofagi conservati nella cripta, dove pare riecheggiare la voce dei primi cristiani veronesi; S.Giovanni non è però solo la suggestiva “ombra” di una cripta, ma anche “luce”: Giovanni Battista, il solstizio d’estate e l’ormai dimenticata Festa del Sole in cui si fondevano reminescenze pagane e cristiane.
Giunti a Giardino Giusti, prepariamoci per un esperienza sensoriale e spirituale indimenticabile; alberi centenari, epigrafi antiche, simbolismi rinascimentali del giardino all’italiana consentono un tuffo nell’estetica cinquecentesca, quando il giardino fu sede di una delle più prestigiose accademie cittadine. Lo lodarono personaggi illustri, quali Goethe e Chateaubriand.
Nella stessa temperie culturale si inserisce la poco lontana chiesa di S.Maria in Organo, affrescata da Francesco e Domenico Morone, Giovanni Caroto e Nicolò Golfino. Le tarsie lignee del coro e della sacrestia, definita da Vasari “la più bella d’Italia”, sono uno dei motivi d’orgoglio della città (alcune enigmatiche e particolarmente interessanti dal punto di vista filosofico). Davanti alla chiesa si apre lo spazio, da poco rinnovato, di Piazza Isolo.
Molto diverso da quanto fosse in passato, esso ci rievoca l’epoca dei mulini, dei commercianti e degli artigiani indaffarati lungo il corso secondario dell’Adige, delle imbarcazioni che lo solcavano, dei signorili palazzi che si specchiavano nell’acqua. Un tempo perduto, ma immortalato nelle tele di pittori vedutisti quali Bellotto e Van Wittel.
Concludiamo il nostro viaggio in un altro angolo di Veronetta carico di storia, arte e curiosità: S.Tomaso Cantuariense, dove lo spirito del giovane Mozart aleggia ancora attorno al celebre organo da lui stesso firmato, ed il Nonte Nuovo del Popolo. Da questo ponte che unisce Veronetta a Verona, osserviamo lo scorrere dell’acqua clessidra del nostro tempo, e così ricordiamo: Adige, fiume di piene devastanti, di divisioni politiche, ma soprattutto fiume portatore, da sempre, di vita e civiltà.

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